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Mettere in pausa le applicazioni

16 September 2010, in Linux

Immagine a solo scopo illustrativo

Ed eccoci qui a mostrare lo script di cui vi parlavo. Fake multitasking su Linux? farebbe più danni che cose buone. Fino a che interrompiamo il caricamento di un video su youtube per scrivere su OpenOffice va bene ma cosa succederebbe a cambiare applicazioni mentre si sta masterizzando un disco ad esempio ((buttate il disco))?

I vantaggi

I vantaggi di cui parlavo sono quelli di bloccare determinate applicazioni che sfruttano il processore in modo intensivo, ma che per un motivo o per un’altro non possiamo chiudere. Insomma sarebbe bello poter mettere in pausa tutto quello che in certi momenti non serve.

Ecco cosa fa il mio script: si preme una combinazione di tasti (da associare tramite compiz o metacity) e il processo della finestra in primo piano si blocca istantaneamente, insomma il contrario di quello che la gente “comune” vorrebbe. I processi vittima rimangono in attesa di un segnale di sblocco ((lo script non fa altro che inviare tramite kill i segnali SIGSTOP e SIGCONT)) e fino a quando questo non gli viene dato (premendo di nuovo la stessa combinazione di tasti) semplicemente vengono ignorati dal sistema operativo che non gli permette di accedere al processore.

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Il fake multitasking di iOS4 (e di Android)

14 September 2010, in Android

L’idea* mi è venuta pensando al fake multitasking di iOS4/Android, per chi se lo fosse perso: mentre in Android è sempre stato possibile, solo recentemente con il nuovo sistema operativo della mela è stata introdotta la possibilità di tenere aperte più applicazioni contemporaneamente. Se pensate sia come il normale multitasking del vostro windows/linux/symbian vi sbagliate.

Provando le decine di applicazioni inutili nel’Ipod touch (con iOS4) di mio fratello mi sono accorto subito di una cosa, per quanti giochini (anche oltre la 20ntina!) si aprano iOS4 non rallenta mai ((salvo mostrarti poi un messaggio con l’ambiguo testo “memoria piena”)).

Il trucco è questo: potete tenere aperte più applicazioni insieme ma non tenerle in esecuzione contemporaneamente. Per dirla in altre parole è come se ogni volta che avviate una nuova applicazione tutte le altre vengano congelate. Questo comporta che le applicazioni in background non usano processore e quindi ogni programma per il tempo che rimane attivo ha il processore a completa disposizione ((ok non è proprio cosi ma non voglio allungare il brodo)).

Questo vuol dire anche che se avete un programma che richiede lunghi tempi di elaborazione non potete mandarlo in background altrimenti quando lo andrete a risvegliare lo ritroverete allo stesso punto dove lo avevate lasciato.

…ma di solito uno non ha programmi di astrofisica nucleare su un cellulare. Penso che l’idea sia che in certi contesti simile è più importante avere un terminale sempre reattivo che averne uno che fa tante cose.

Insomma ciò che può sembrare un limite è semplicemente una scelta diversa di affrontare il problema, forse una scelta anche più azzeccata di quella della concorrenza (rimangio quello che ho detto, anche Android addotta lo stesso sistema, da prima e con minori limiti).

Driiiin!

Tempo scaduto. In realtà questo articolo non doveva parlare solo di iOS/Android ma appunto dell’idea* iniziale:

E se portassimo i vantaggi di un sistema del genere anche sul nostro desktop?

Ho uno script apposta :)

Continua nel prossimo articolo(continua a leggere…)

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