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OS a 64 bit. Vale la pena?

13 May 2010, in Linux, Windows

Sono anni ormai che processori a 64bit sono in commercio e sono pronto a scommettere che un almeno il 50% di voi abbia un processore a 64bit nel proprio PC. Cominciamo con il chiarire cosa vuol dire che un sistema è a 32 o a 64 bit ((sarò volutamente impreciso e assolutamente poco tecnico, in modo che possa capire anche chi non sa una pataminchia di come funziona un processore)).

Memorie e registri

Nel nostro computer ci sono diversi tipi di memoria come la memoria secondaria (hard disk), la memoria principale (RAM) e i registri del processore che sono delle memorie incredibilmente veloci e costose che risiedono all’interno della CPU e sono usate per memorizzare dati che servono immediatamente nell’elaborazione; la differenza tra 64 e 32 bit sta proprio in queste ultime memorie, una CPU a 32 bit ha 16 registri di dimensione 32bit, mentre una CPU 64 bit usa 16 registri a 64bit.

I vantaggi

Questo è il primo vantaggio dei processori a 64bit: poter operare su blocchi di dati grandi il doppio e quindi in certi casi eseguire in una sola istruzione ciò che in 32 bit ne richiede 2. (leggete come “aumento di velocità”)

Per capire il secondo vantaggio dobbiamo andare a vedere come è gestita la memoria RAM. La memoria è indicizzata, ciò vuol dire che è divisa in blocchi a cui sono associati degli indirizzi. Quando un processo vuole scrivere in RAM, da un’istruzione del tipo:

“Scrivi nella posizione 150.000 il dato X”

La posizione che indica dove scrivere è memorizzata in un registro come qualsiasi altro dato e quindi ha un valore massimo fissato dalla dimensione del processore. Questo significa che un processore a 32bit non ha possibilità di “indicare” una posizione in memoria che si trova oltre il valore massimo memorizzabile in 32bit che coincide con 4GB, quindi se avete un processore a 32 bit con 8GB di RAM ne sprecate ben 4 ((in realtà ne sprecate quasi 5 ma quello è un’altro discorso)) a meno che non abbiate disponibile sul processore e abilitata tramite sistema operativo l’estensione degli indirizzi “PAE”.

Confusi dalle chiacchiere? andiamo a vedere il test di Phoronix.

In alcuni casi, come questo la differenza di prestazioni è davvero sensazionale!

Dai vari test risulta che le prestazioni del 64bit sono in alcuni casi nettamente migliori del 32bit o comunque mai inferiori. E’ tutto oro quello che luccica?

Ovviamente non basta avere un processore a 64bit, ma bisogna installarci un sistema operativo a 64bit e usare programmi a 64bit, infatti un processore a 64bit può avviare senza problemi sistemi operativi e programmi a 32 bit usando i registri solo a metà ma…che spreco!

Purtroppo il punto è che spesso non tutti i programmi sono disponibili a 64bit e ciò succede soprattutto in presenza di programmi closed source come Skype, Adobe Flash, GuitarPro e tanti altri; come già detto un 64bit è in grado di avviare codice scritto per 32bit quindi teoricamente dovrebbe partire qualsiasi programma, teoricamente dico, perché il problema è che spesso i programmi si appoggiano su librerie e se il programma è a 32bit bisogna avere anche la libreria a 32bit, quindi il caso comune quando si avvia un programma a 32 bit su 64 è

error while loading shared libraries: libNOMELIBRERIA.so.0: cannot open shared object file: No such file or directory

Vi manca una libreria a 32bit. Cosa che si risolve scaricando e installando questo pacchetto e dando da terminale

getlibs libNOMELIBRERIA.so.0

Su Windows invece i programmi a 32bit generalmente non danno problemi essendo di norma forniti con tutte le dipendenze necessarie.

Conclusioni

I vantaggi dei 64bit ci sono e al contrario di quanto si può sentire in giro non è vero che bisogna avere molta RAM per giovarne. Dopotutto il processore della PS2 era a 128 bit ((come precisato da Davide in realtà le cpu erano 2 a 64 bit che lavoravano su registri da 128)) e aveva 32MB di memoria.

L’unico vero ostacolo è che può esserci all’occorrenza bisogno di compilare qualche pacchetto e dover installare qualche libreria a doppio; tuttavia penso che sia davvero uno spreco non utilizzare a pieno la potenza dell’hardware di cui disponiamo quindi se non siete proprio alle prime armi e avete un processore 64bit utilizzato a metà forse è arrivato il momento di dare una formattata ((si fa per dire, potete anche semplicemente sovrascrivere l’installazione evitando di perdere dati))e passare alla versione 64bit sia che utilizziate Linux, sia che utilizziate Windows.

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Risolvere una volta per sempre i problemi con Flash

4 May 2010, in Linux

Ma non questo...

Ecco che cominciano a sorgere i primi problemi post-installazione e per l’ennesima volta protagonista assoluto è lui, Flash. Ieri comincio a notare i primi sintomi, comandi di Megavideo che non rispondono, video che vanno a scatti e link che non si aprono. Causa: le librerie a 64bit di flash.

Che strazio, adesso dovrò saltare da una discussione all’altra facendo infiniti copia incolla sul terminale e finendo con l’avere file ovunque!

Invece no, sono stato fortunato è trovato subito sul forum di Ubuntu questo simpatico script realizzato da Romeo-Adrian Cioaba che mi ha risolto tutto in pochi secondi.

Scarica lo script

Basta scompattare l’archivio nella home e digitare da terminale

bash ./installflash.sh
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