Perché non installare Linux a vostra sorella

1 June 2010, sezione Linux

Linux è la soluzione:

Di ‘sta minchia. Ci sono delle vere stronzate anche nel sistema operativo del pinguino. Ne volete una? La password di root che un semplice utente non dovrebbe mai usare e che invece serve a tutto.

E’ ovvio che non debba essere permesso ad un utente di disinstallare kernel, i servizi di sistema ecc, ma che senso ha chiedere i permessi d’amministratore per installare pac-man o tetris? Perché se non ho la password d’amministratore non posso installare nuovo software anche se questo di per se non chiede permessi particolari?

Il motivo principale credo che sia perché quando si installa un qualsiasi software questo viene collocato in directory di sistema giustamente protette da scritture non permesse in modo da essere disponibile a tutti gli utenti. E la domanda sorge spontanea: ma perchè metterlo li?

Quando si installa un software nel 90% dei casi lo si installa ad uso personale non per metterlo a disposizione di tutti gli utenti (ammesso che il vostro sistema sia usato da altre persone oltre a voi) quindi non vedo l’ostacolo a permettere l’installazione di software all’interno della home di ogni utente (cosa possibilissima) senza chiedere la password d’amministratore.

Altrettanto spontaneo penso che sia un: Gin ma chi se ne frega!

Il punto è che non sempre amministratore e utente sono la stessa persona e fino a che non verrà fatta una buona divisione delle competenze che spettano all’uno e all’altro questa separazione sarà del tutto inutile.

Imagine all the people…

Immaginate di installare Ubuntu a vostra sorella che non capisce (e vive benissimo cosi!) un’acca di amministrazione di sistema. L’ideale per cancellare ogni possibile problema sarebbe non darle la password di root in modo da preservare la stabilità del sistema, invece dovete lasciargliela perché altrimenti del fantameravigliosamente user-friendly Ubuntu Software Center non se ne fa un gatto! E allora gliela lasciate, poi arriva il primo upgrade lei inserisce la password, installa un aggiornamento del kernel o dei driver della scheda video, riavvia e si ritrova davanti ad uno schermo nero. E poi via con i “con Windows non succedevano queste cose!” e buona fortuna se provate a spiegarle che Windows non ha un sistema di aggiornamenti simile ecc…

Adesso immaginate di essere un rivenditore di PC con Linux1 o un amministratore di sistema alle dipendenze di decine di clienti/utenti.

Soluzione:

Disabilitiamo gli aggiornamenti automatici? Non è l’unico problema. Basterebbe una distinzione tra software di sistema e software applicativo. E cosi difficile?

  1. direte “ma non esistono!” ecco, adesso sapete anche il perchè… []

  • Francesco

    Vince ma cosa stai dicendo!!!!!…. l’utente non può installare un cazzo neanche tetris proprio per questo motivo !!!!… perchè è utente!!!!… ti ricordo che diventare utente è molto semplice.. e se a un utente permettessero anche solo di installare 3 righe di codice potrebbe diventare root in meno di tre sec…. è normale , è giusto che non lo possa fare l’utente… l’utente sottosta alla volontà dell’amministratore… e funzione così ovunque… lascia stare winzozz.. ma anche sul Mac è così… tua sorella vuole installare qualcosa anche una cazzata?? allora falla diventare root… o almeno i permessi group… tua sorella fa casino con i permessi root??… e insegna a non farli a tua sorella che cazzo centra lamentarsi con la gestione dei permessi di Unix!!!…

  • GinLemon

    Francè io qui parlo di installare all’interno della propria home, cosa che è possibile e che molti programmi fanno già di default. Prendi un qualsiasi deb, decomprimilo ed estrai i file in una cartella, puoi fare tutto con i permessi utente e se non ci sono dipendenze insoddisfatte dovresti poter avviare subito il programma. E’ una procedura assolutamente sicura.

  • Francesco

    cito:” Perché se non ho la password d’amministratore non posso installare nuovo software anche se questo di per se non chiede permessi particolari?”….
    Tu questo hai scritto e a questo ho risposto!… Perchè è giusto e sacrosanto così!….

  • GinLemon

    Perchè è giusto e sacrosanto cosi?? e che risposta è?? Dimmi dove sta il pericolo nello scaricare un software, metterlo in home e avviarlo SENZA i permessi d’amministratore.

    Io non so se hai letto quello che ho scritto. Il problema non sono i permessi di Unix, il problema è molto più “frivolo” se vuoi, non bisogna sconvolgere niente, basta solo fare un programma che automatizzi quello che, ripeto, si può già fare.

  • mardurhack

    GinLemon ascolta…tu hai parecchia confusione su cosa voglia dire “installare un software”. I giochi di cui parli puoi anche scaricarli come archivio non installabile ed eseguirli direttamente da li. Nessuno te lo impedisce! Quello che invece viene impedito all’utente e’proprio di modificare il software presente nelle dir di sistema (/usr/bin ecc.). Ma “installare” non vuol dire altro che copiare dri binari, dei dati e al limite dei manuali, in una directory. Se questa e’ la home di un utente stai tranquillo che non sara’ richiesta alcuna password di root. Se poi utilizzi un software center o un gestore di pacchetti grazie a ciccio che ti viene chiesta la pass! perche’ questi agiscono a livello di root! Se vuoi pacman scarica il pacchetto, te lo decomprimi in home ed eesegui il binario. :P E se copiare un file e cliccarci due volte e’ “da smanettoni” vuol dire che il pollice opponibile dopotutto non ci serviva.

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Ma l’articolo l’hai letto o stamattina ti andava di fare il grande?
    Quello che per te è facile non è detto che lo sia per gli altri. Non è facile cercare un pacchetto “binario”, non è intuitivo decomprimerlo, non è comodo tenerselo buttato da qualche parte nella home e non avere collegamenti nel menu o poterlo raggiungere con alt-f2.
    Ma soprattutto la parte più importante dell’installazione, quello per cui sono fatti i gestori di pacchetti è la risoluzione delle dipendenze.

    Lo so che “si può fare” ma dovrebbe essere a portata di tutti e invece non lo è. Vorrei che il software center dividesse in due gruppi “software di sistema” e “software utente” in modo da richiedere la password solo per il primi e non per i secondi, è qualcosa che al momento non esiste ma credo sarebbe molto utile in campo desktop.

  • mardurhack

    Comunque prima di tutto MODERA I TONI. Me ne sbatto i coglioni se questo è il tuo blog, se vuoi che la gente commenti (e se hai inserito i commenti penso che sia cosi) devi rispettare le opinioni altrui e, prima di contestarle, cercare di comprenderle.

    Ora: come fa Ubuntu a capire IN ANTICIPO rispetto al tempo di esecuzione se un software è o meno dannoso! Magari si installa si nella home, non richiede particolari permessi per l’esecuzione ma ti manda tutto a puttane perché nel momento in cui lo esegui sfrutta un exploit “zero-day”. Per questo chiede che venga presa la responsabilità dall’UTENTE. Nel momento in cui inserisci la password vuol dire che sei PIENAMENTE consapevole di ciò che stai facendo! Al contrario degli utonti Windows che sono abituati a cliccare “Si, si, si, avanti, conferma, installa” ad ogni cazzo di finestra. E poi ci si lamenta che “ci stanno i Virus! Ci stanno i worms!”. Bah… (Ed è però ridicolo che poi gente come te vada in giro a gridare ai quattro venti che “Linux non ha virus!! Che bello!” – Ti sei chiesto il perché? -__-” )

    Il software center, se proprio lo vuoi con queste divisioni tra “sw utente” e “sistema” (a tuo rischio e pericolo!) puoi (o chi per te) benissimo modificare qualche riga di codice in modo che richieda la pass solo quando vengono scritte directory di sistema. QUESTO è complicato! (Perché presuppone conoscenze di programmazione avanzata). Ma non mi puoi dire che scompattare un archivio del cacchio e cliccare due volte su un’iconcina sia “difficile”, ma che siamo scimmie? E la differenza tra Windows e “Linux che hai installato a tua sorella” è proprio che su Windows se per caso volessi fare una distinzione del genere con l’UAC (hai presente i “Si” che devi cliccare ogni volta esegui qualche installazione o qualche modifica di sistema? Ebbene, quello equivale a inserire la pass solo che non hai bisogno di inserire alcuna pass! Ovvero è MENO SICURO!) saresti “fottuto” perché non avresti questa flessibilità di personalizzazione.

    Che poi la sicurezza debba essere sacrificata in nome della comodità (o della pigrizia se vogliamo!) lo dici tu e tu soltanto! In “campo Desktop” esistono 3 necessità fondamentali a mio avviso: 1) La sicurezza in primis – Se usi un Computer che permette un facile accesso agli sconosciuti metti a rischio l’integrità del sistema e quindi dei tuoi dati. E, sempre a mio avviso, centinaia di foto scattate in momenti indimenticabili hanno molto più valore dei segreti industriali di qualche multinazionale; 2) La facilità di utilizzo – Da non confondere con la SEMPLICITA’. Complesso non vuol dire difficile. Vuol dire soltanto che abbiamo di fronte un sistema più articolato ergo più flessibile alle necessità di tante persone! Spesso (anzi SEMPRE) si confonde la difficoltà di apprendimento dei sistemi “diversi da Windows” con l’abitudine. E’ tutta e soltanto questione di abitudine. Ubuntu è un sistema MOLTO FACILE ed intuitivo! Ha un’organizzazione logica e intelligente che, ovviamente, è DIVERSA da quella di Windows! Per questo la gente trova che sia “difficile” da imparare ad usare. Non perché lo sia realmente, ma perché è DIVERSO dalla solita pappa che gli viene fornita. Tu fai l’esempio dei link nei menu. Ebbene: chi ti dice che TUTTI gli utenti vogliano i link dei programmi che usano nel menu in alto? Magari c’è chi preferirebbe avere solo una directory che contiene i link a tutti i programmi ma SENZA i suddetti menu! Non puoi pensare che tutte le persone abbiano le stesse necessità! Non dobbiamo permettere che sia l’essere umano ad adattarsi alla tecnologia ma l’esatto contrario ; 3) La compatibilità – Molti sistemi operativi sono nati e morti in tempi ridotti. Perché? Semplice…Nessuna compatibilità. Né hardware né software. Oggi Ubuntu (cosi come la maggior parte delle distribuzioni) vanta una compatibilità quasi SUPERIORE a Windows (senza monopolizzare un cazzo e senza stringere accordi segreti con i produttori) e Mac OSX (su quest’ultimo non commento essendoci l’ovvia relazione biunivoca tra OS e macchina) sia per quanto riguarda l’hardware che il software! E’ ovvio che se si considera il software (o l’hardware) APPOSITAMENTE fatto per girare su Windows/OSX si è alla stregua di un cane che si morde la coda! Anzi: installare un software su Ubuntu è DANNATAMENTE più facile che su qualsiasi altro OS in commercio. Apri il Software Center -> Scegli il programma -> Installi.

    Dunque ti invito (stavolta gentilmente, la prossima, se continui con questo tono, ti mando non so dove) a rivedere la tua posizione e a documentarti di più (magari ascoltando l’opinione di qualche altro “stupidello” che passerà di qui) prima di sparare a zero sul perché secondo te “Linux non è maturo per i desktop”.

  • mardurhack

    Aspetta che rileggendo la prima frase mi viene da farti una domanda: che cacchio vuol dire un “pacchetto binario”?? O_o Io intendo un pacchetto compresso (tipo zip o tgz) con DENTRO un file eseguibile (chiamato “binario”) sul quale bisogna solo cliccare due volte! Boh…

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Allora, se mi sono permesso di “alzare i toni” è perché chi mi ha screditato dicendo che “faccio parecchia confusione” sei tu. Se permetti io queste cose le studio e una tale affermazione è un offesa nei miei confronti.

    Ripartiamo da capo. Si presuppone che i repository contengano solo software affidabile e firmato, come ora d’altronde. Un exploit zero day anzi, è molto più facile da “prendere” con il metodo cerca pacchetto binario, decomprimi e avvia. Quindi secondo me la sicurezza ne avrebbe solo da guadagnare.

    Se non sai cosa vuol dire “pacchetto binario” cercalo su google.

  • mardurhack

    Innanzitutto da quando in qua si scredita qualcuno criticandolo? La mia critica è costruttiva non screditante! Se ho detto quello che ho detto è perché penso seriamente che tu non abbia chiare alcune cose! Poi se questo ferisce i tuoi sentimenti me ne dispiaccio ma non posso non esprimere ciò che penso. Non ti ho mica dato dello stupido o dell’ignorante. Non mi sarei mai permesso!

    Queste “cose” le studia chiunque abbia un minimo di passione per le tecnologie, quindi anche se tu fossi (come il sottoscritto) uno studente di Informatica (che non c’entra assolutamente con lo studio delle tecnologie), non avresti sicuramente l’assenza del beneficio del dubbio (a.k.a. presunzione).

    Tornando in tema: I repository UFFICIALI contengono software firmato e affidabile, ma quelli NON ufficiali non hanno tale garanzia. Allo stesso modo se il pacchetto (non ho mai parlato di “pacchetto binario”, cosa che per quanto ho capito, sarebbero i .deb e simili no?) che CONTIENE il file binario (eseguibile, come lo vuoi chiamare) è scaricato da una sorgente affidabile la garanzia è la stessa dei repo ufficiali. Il discorso di fondo è un altro: la responsabilità di ciò che avviene al sistema è dell’utente che in quel momento effettua l’azione. L’inserimento della password è più una richiesta di identificazione che un modo per passare a livello root (tant’è che sudo password e su password spesso non coincidono). E’ un modo meno “sempliciotto” dell’UAC di Windows per assicurarsi che l’installazione del software sia effettivamente VOLUTA dall’utente e non sia invece eseguita da qualcun’altro. Per quanto riguarda la divisione dei pacchetti (poi se richiedere o meno la pass è una decisione tua), se “studi” queste cose, prendi i sorgenti di apt e dpkg e modificali. Nessuno te lo impedisce. Oh ma tieni conto che ogni software è progettato per essere inserito in una gerarchia ben precisa (man hier). Se non rispetti questa gerarchia (anche tramite symlink il ché significa comunque scrivere in delle dir protette) è molto probabile che molti programmi che si basano su quello da te modificato non funzioneranno correttamente.

    http://askubuntu.com/questions/24396/how-do-i-change-software-centers-default-installation-path

    Ripeto: il mio era solo un invito a documentarsi prima di porre simili domande. Non perché siano “stupide” (non esistono domande stupide ma solo risposte insoddisfacenti) ma perché è un tema discusso più volte e che ha dietro una “storia” che, pur volendo, non è facile cambiare. E, sinceramente, io preferisco che la struttura rimanga tale. Mi va bene; è comoda cosi, è sicura cosi.

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Nel corso di Sistemi Operativi queste cose le spiegano. E pensala come vuoi ma trovo alquanto scontroso esordire con un “tu fai parecchia confusione”. In ogni caso, mettiamo da parte questo discorso. Non volevi essere offensivo? ok ho recepito male io, discutiamo di quello che è interessante discutere piuttosto.

    Certo che i repository non ufficiali non hanno garanzie. E’ per questo che dovrebbero venire aggiunti e in generale usati solo da utenti che sanno quello che fanno. Ti ripeto è un discorso distaccato, non cambia molto a livello di sicurezza andare su un sito e scaricare software malevolo o scaricarlo dal repository, il rischio è esattamente lo stesso.

    Il mio discorso, anzi la mia proposta va a tutto vantaggio della sicurezza. Immagina di avere appena installato linux a qualcuno. Ora come ora per fargli usare il PC gli devi dare necessariamente la password di amministratore, secondo me invece la pass la dovresti tenere tu (che sei il vero amministratore in questo caso) ma lui dovrebbe essere libero di installare un word processor o un browser magari pur sempre con una password, ma non con quella di root.

    Ora dimmi è più sicuro rendergli la procedura di scaricamento→decompressione→copia più facile o dargli direttamente la password di root?

    Cosa faccio se mi metto e modifico apk? A me non cambia assolutamente nulla, sono io l’amministratore del mio sistema. La mia è solo una proposta indirizzata ad un’ipotetica distribuzione per rendere più user-friendly e sicuro il sistema (che trovo già magnifico sia chiaro).

    Non sto criticando la struttura di linux, né il sistema di permessi che non andrebbe assolutamente toccato.

  • mardurhack

    “Il mio discorso, anzi la mia proposta va a tutto vantaggio della sicurezza. Immagina di avere appena installato linux a qualcuno. Ora come ora per fargli usare il PC gli devi dare necessariamente la password di amministratore, secondo me invece la pass la dovresti tenere tu (che sei il vero amministratore in questo caso) ma lui dovrebbe essere libero di installare un word processor o un browser magari pur sempre con una password, ma non con quella di root.”

    Ti ho appena scritto che quando dai la password per il gestore di pacchetti dai quella da SUDOERS non da SU! E’ ben diversa! Vuoi che un utente sia libero di installare applicazioni? Bene: inseriscilo nel gruppo wheel o nei sudoers tramtie visudo, magari con l’opzione NOPASSWD cosi eviti di fargli digitare persino la pass! Vuoi che questi vengano installati nella sua home? Bene! Tu (amministratore) modifichi la sua configurazione di dpkg in modo che aggiunga ogni volta l’opzione –prefix-*qualcosacheoranonricordo* per fare in modo che i file siano inseriti in una dir precisata cosi da non intaccare il sistema! Però, data la struttura di praticamente il 99% delle distribuzioni in commercio, il funzionamento non è garantito. Perché essendo GNU/Linux cosi “modulare” ha la necessità che i file si trovino al posto giusto nel momento giusto e a volte un symlink potrebbe non essere abbastanza (è una mera supposizione ma meglio essere cauti!).

    PS: E’ apt non apk…Ti confondi con i package Android… E se modifichi apt ti cambia eccome! A patto che ogni pacchetto abbia una sorta di prefisso che dica se è di “sistema” o “utente”. Insomma devi rompere un bel pò le palle agli sviluppatori prima di poter fare una cosa del genere.

    PPS: A Sistemi Operativi ti spiegano come funzionano i permessi, non come funziona l’Ubuntu Software Center…

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    P.S si apt certo, sto usando android in questi giorni scusa se mi è scappato un apk ok?

    PPS. Ubuntu software center è solo un’interfaccia. Per capire dpkg ti basta capire quello che scorre sul terminale quando installi un software.

    Lo inseriamo nel gruppo NOPASSWD? si e poi addio sicurezza…
    Un utente deve essere in grado di installare SOLO certi software, non tutti senza permessi. Non deve assolutamente poter installare un kernel, xorg e qualsiasi cosa mini la stabilità del sistema.

    Esistono gli hardlink, si possono usare quelli.

  • mardurhack

    Allora che aspetti scusa? Prendi i sorgenti e vai con dio! O_o oh e per la cronaca…se un utente copia un binario che esegue qualcosa per cui bisogna essere root…non e’ che implica che quel file possa essere eseguito…quindi automaticamente elimini la possibilita’ di installare file che modifichino il sistema. Ma almeno quel link l’hai guardato?

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    bene. Allora diciamo che installare un kernel non modifica il sistema, diciamo che sostituire i driver video non modifica il sistema ecc…
    hai mai scompattato un file .deb? vai nella cartella DEBIAN, dentro puoi notare che ci sono diversi script. Ecco, ogni volta che viene avviata un’installazione vengono eseguiti anche questi script.
    Supponiamo che qualcuno sia tanto intelligente da far usare dpkg senza password ad un utente. Perfetto hai appena dato il controllo completo del pc a questo utente che potrebbe scrivere il suo codice e inserirlo fra gli script per poi avviarlo durante l’installazione.
    Il link che hai mandato è poco pertinente. Il problema non è cambiare la path…
    Purtroppo mi sa che ci stiamo capendo davvero poco…

  • mardurhack

    Guarda io quello che volevo dirti l’ho detto…del resto sai quanto me ne frega…buona fortuna! Pero’ cerca di non screditare tu un sistema che apparente conosci MOLTO POCO.

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Il mio professore di S.O. la pensava diversamente. Ma ci sei tu che ne capisci abbastanza per permetterti di dare giudizi sugli altri quindi credo si dovrà fare da parte.
    Se pensi che il mio articolo sia atto a screditare linux ti sbagli di brutto. E’ il sistema che ho deciso di adottare e in cui ho deciso di credere per quanto riguarda il mio futuro. Solo che io come tanti so essere critico.

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Guarda senza scomodare apt ho fatto un piccolo script che fa (molto in piccolo) quello che dovrebbe fare il mio software center ideale. Provalo, non dovrebbe richiedere dipendenze se non zenity.
    http://www.ginlemonblog.com/carica/SoftwareDownloader.sh
    È uno script bash quindi puoi vedere benissimo quello che fa prima di avviarlo (in ogni caso non sono cosi bravo da mettere un exploit zero day in un file di appena 500 byte).
    Non ho cambiato la gerarchia del file system di linux, non ho giocato con i permessi eppure non ti chiede la password di root. Bastano 10 righe di codice e un repository contenente software impacchettato in modo da comprendere le librerie. Secondo me un programma del genere (ma contenente molto più software) dovrebbe essere installato di base in una distribuzione user friendly. Tutto qui.

  • mardurhack

    Risposta alla prima: Il tuo professore vi spiegava come usare il Software Center di Ubuntu? Beh, fagli i complimenti per la serietà dunque… Alla stregua dell’ECDL… E per essere critici non c’è bisogno solo di dire cosa non va ma anche di proporre qualcosa di CONCRETO!

    Risposta alla seconda: MA PARLO ARABO DANNAZIONE? Quello che fai tu non è forse scaricare degli archivi in cui sono contenuti dati e binari dei programmi?? E’ OVVIO che non hai cambiato un cazzo! Stai usando la soluzione che ti ho proposto io all’inizio! O_o Invece di fare un estrai->doppio-click devi eseguire uno scriptino…Sinceramente non vedo il vantaggio!

    “Bastano 10 righe di codice e un repository contenente software impacchettato in modo da comprendere le librerie”

    Bel corso che hai fatto di SO (ma già se parli cosi vuol dire che Architettura degli Elaboratori non ti deve essere piaciuta tantissimo). Mai sentito parlare di librerie DINAMICHE (shared libraries)? Con la tua “pseudo-soluzione” occupi DUE VOLTE lo spazio per ogni libreria aggiuntiva che usa il tuo software (che invece potrebbe benissimo essere messa in condivisione su disco nelle dir /usr/lib ecc.) e DUE VOLTE lo spazio in ram dato che l’inclusione delle librerie avviene a livello LOCALE e STATICAMENTE (in C sarebbe un #include “lib.h” piuttosto che un #include ). Beh, complimenti per l’efficienza! O_o

    Leggi questo va: http://it.wikipedia.org/wiki/Dynamic-link_library

    Comunque ti ripeto che la mia intenzione era solo quella di farti notare che una cosa del genere (“installare” programmi senza permessi particolari e all’interno della propria home) è già fattibile. Bastano 2 miseri passaggi. Niente di complicato, niente di “non user friendly”. Per creare eventuali link basta un click destro-> make link. Dunque nulla di più semplice. Niente “smanettamenti”. Il compromesso che intendi raggiungere tu, a livello di software center, presuppone una modifica del sistema di directory delle distribuzioni. Una cosa simile è stata fatta con la distro GoboLinux in cui, a differenza del tuo scriptino, ogni qualvolta viene installato un software viene cercata la libreria necessaria nel sistema. Se presente viene semplicemente creato un link simbolico all’interno della dir del programma, altrimenti deve essere copiata all’interno della dir /System/libs (se non ricordo male) e successivamente linkata. Li i problemi che ti poni sarebbero “facilmente risolvibili” ad una sola condizione (ahimé). Di NON INSTALLARE nuove librerie! Ovvero: se hai culo e vuoi installare un programma le cui librerie necessarie al funzionamento sono già presenti, bene (l’accesso in lettura è garantito comunque per creare i link), altrimenti nisba.

    Cito:
    “se non ci sono dipendenze insoddisfatte dovresti poter avviare subito il programma”

    E’ proprio QUI che ti scontri con la struttura di QUALSIASI sistema Linux! E se il tuo bel Tetris (che di per se non fa un cazzo da “privilegiato”) ha bisogno delle librerie (che so…) libpng? E se queste non sono installate nel sistema? BAM! Ti viene richiesta la password di root (o sudoer, a seconda della configurazione). Oppure vuoi lasciare campo libero all’installazione di librerie? Come vedi il tuo discorso LOGICAMENTE è fondato, ma CONCRETAMENTE no. Poi fai quel cacchio che ti pare, non voglio certo passare le serate a commentarti il blog…

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Non ne vedi il vantaggio semplicemente perché per te come per me e tanti altri questa cosa non porterebbe nessun vantaggio. Non so te, ma io mi trovo spesso a dare assistenza a gente che non sa neanche cosa vuol dire “decomprimere” e non perché non abbia “il pollice opponibile” ma semplicemente perché vive benissimo senza saperlo. Ecco, per me linux dovrebbe essere accessibile anche a queste persone. Se poi pensi che linux sia solo per un’èlite, ci troviamo semplicemente in disaccordo.

    Detto questo, la mia non voleva essere assolutamente una soluzione, serviva solo a dare un’idea di quello che intendevo con software center che fa a meno dei permessi d’amministratore e a dimostrare come la cosa sia fattibile. Non ti attaccare alla ruggine, capirai benissimo da te, che se ho usato questo sistema è stato solo perché era l’unico realizzabile in pochi minuti. Un sistema serio si appoggia ai normali repository, scarica il deb, lo decomprime e ne copia i file, cerca le dipendenze e se non sono già installate allora, e solo allora, le installa in locale, ecc, ecc…non è niente di impossibile ne di complicato, l’idea è più o meno quelle delle portable apps solo con qualche accorgimento per rendere la cosa più efficiente.

    Purtroppo capisci bene che in 10 minuti non sarei riuscito a fare tutto ciò. E ti ripeto, non ti ho mai detto in questa discussione che non capisci niente o che sei un incompetente (e non lo penso), gradirei un minimo di rispetto. Non è cosi che sono abituato a discutere e trovo sconfortante parlare con persone che ad ogni battuta mettono in dubbio le competenze dell’interlocutore.

  • mardurhack

    Allora non ci capiamo…se scarichi le dipendenze in home non aiuti certo l’efficienza! Punto di forza di gnu linux da sempre! Per attuare il tuo discorso ci vogliono PESANTI modifiche al sistema stesso.

    E quello script allora a che serviva? A farmi vedere come usi le regex? Se il tuo scopo non era trovare una soluzione…allora qual e’??

    Senti qui stiamo facendo parole inutili…non penso che linux sia riservato a un elite’. Anzi! Pero’ mi fa incazzare che la gente si spaventa di un’operazione elementare che su windows avrebbe eseguito senza problemi (estrai-> esegui). E per colpa loro dovremmo tutti rinunciare all’eccellente sistema di pacchetti che c’e’ oggi? No grazie. Una cosa e’ la difficolta’, un’altra e’ la pigrizia. Perche’ in Italia guidiamo tutti col cambio manuale? Eppure quasi nessuno lo ritiene “scomodo” ma anzi…piu’ efficiente e che da l’impressione di un miglior controllo! Perche’ ormai siamo ABITUATI! allora perche’ non abituarsi alle diversita’ di linux piuttosto che trovare il pelo nell’uovo?

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    10mb in più sull’hard disk non dovrebbero essere un problema per nessuno di questi tempi. Per il mio discorso non servono grandi modifiche, bisogna solo creare un applicazione che elabori in un modo diverso i pacchetti che già ci sono ora.

    “serviva solo a dare un’idea di quello che intendevo con software center che fa a meno dei permessi d’amministratore e a dimostrare come la cosa sia fattibile”

    Sia chiaro, Ubuntu per me è già molto più semplice di qualsiasi sistema Windows, ma si può fare ancora meglio. Parlo per i 10 minuti di esperienza che ho su Mac Os ma ricordo che in Leopard non c’è bisogno di inserire alcuna pass per installare certi programmi. Ecco è cosi che dovrebbe essere secondo me.

    Tu utente esperto, non ci perdi niente, puoi continuare ad installare i programmi come adesso senza perdere “efficenza”.

  • mardurhack

    Ehila’! Commento di nuovo :) .Innanzitutto volevo scusarmi perche’ forse ho contribuito ad alzare un po’ i toni nei commenti iniziali. Sono partito con un’affermazione di cui (col senno di poi) mi sono pentito. A dirla tutta mi rendo conto di essermi comportato in maniera abbastanza presuntuosa (ti assicuro che non era mia intenzione ma evidentemente mi sono lasciato trascinare dall’animata discussione che si era creata) e vorrei poter rimediare in qualche modo. In secondo luogo volevo comunicarti che, dopo esseremi documentato (ma TANTO), sono giunto alla conclusione che, ebbene si, la tua idea non e’ del tutto infattibile/inutile. Anzi, l’ho praticamente ampliata. :P Infatti sara’ mia premura cercare (in un futuro, si spera, vicino) di implementare un sistema di gestione dei pacchetti non di sistema in modo da trasformarli in “bundle” (stile Mac OSX). Seguendo un po’ la scia portablelinuxapps.org si potrebbe creare un sistema che si occupa di installare e aggiornare questi bundle. E’ ovvio che progetti del genere saranno gia’ a buon punto. Magari mi uniro’ (o ci uniremo!) ad uno di questi, magari ne faremo uno io e i miei compagni di corso, magari io e te. Al momento ci tenevo soltanto a dirti che, si, la tua idea era giustificata! In quel momento ero partito con il voler difendere un concetto che si e’ rivelato un po’ “infondato”. Ma, come si suol dire, sbagliando si impara! Inizialmente avevo pensato che tu ritenessi impossibile installare applicazioni nella home (sbagliavo, cosa di cui mi sono accorto tardi) e, dato l’andamento “esponenziale” della discussione, sono finito per “prendere posizione”. Devo ammetterlo, e’ una mia brutta (bruttissima) abitudine. Sto cercando di smettere! :P Ad ogni modo ti ho aggiunto su FB (anche per altri motivi). Auguri per gli (incombenti) esami e cordiali saluti!

  • http://www.ginlemonblog.com/chi-sono/ GinLemon

    Beh, nonostante i toni è stata una discussione interessante, mi fa piacere che alla fine sia nata comprensione. Ci si sente su Facebook o in facoltà, ciao e in bocca a lupo anche a te per gli esami.