La gestione delle finestre in Macintosh

14 July 2010, sezione Vita

Alla fine ho ceduto alla tentazione di provare un sistema Macintosh. No non ho speso migliaia di euro, giusto seguito qualche guida in giro e dopo i primi fallimentari tentativi1 ecco il risultato:

Il mio hackintosh

Sembrerà strano ma la prima cosa che ho notato2è che in Leopard il pulsante massimizza funziona in maniera diversa…anzi a dirla tutta non esiste come lo conosciamo noi. Ad esempio:

In Chrome/Safari si limita ad allargare la larghezza alla dimensione del sito e a massimizzare l’altezza, in iTunes si ha addirittura l’effetto opposto e invece di massimizzare la finestra viene ridotta alla modalità mini. Infine alcuni programmi si comportano “normalmente” e altri mancano completamente del pulsante verde.

Da una parte non mi sembra molto intuitivo questo comportamento non uniformato, dall’altra trovo dannatamente intelligente “forzare” l’utente a non usare finestre a tutto schermo quando non ce n’è bisogno.

Mi tornano in mente le parole che disse il docente di Tecnologie Web qualche mese fa sul fatto che gli utenti windows fossero abituati a lavorare sempre su finestre a tutto schermo. Mi sa che intendeva anche noi utenti Linux….

  1. a dir la verità dovuti alla mia ostinazione a non leggere passo per passo la guida []
  2. a parte la mole di cose che gnome ha scopiazzato da mac []

  • Pietro

    alla fine hai ceduto anche tu! ammira… :) XD

  • http://www.heterogenius.it StickGrinder

    Un comportamento modale/contestuale del pulsante per l’adattamento della finestra, pur se l’utente mac può divenire (od essere direttamente) abituato a “scoprirne” la funzione di volta in volta, è quanto di più antiergonomico si possa pensare di implementare.

    Per una volta non solo IMHO ma anche nell’autorevole opinione di chi per Apple fece molto: Jeff Raskin.

    Riguardo al “problema” delle finestre a tutto schermo, non vedo onestamente niente di malvagio (pur se personalmente faccio distinzioni e non uso TUTTO massimizzato, anzi): la finestra a tutto schermo permette, quando si lavora su una sola attività alla volta (cosa che si dovrebbe sempre tendere a fare) di mantenere la concetrazione ed evitare intrusioni da parte di stimoli sensoriali estranei all’attività. L’ammassarsi di piccole finestre sullo schermo rende spesso il lavoro caotico e poco pratico, tanto che la tendenza degli utenti mac più “pro”, a quanto mi è dato di vedere, è di usare molto i virtual desktop, cercando inconsciamente di avere una o al massimo due finestre di attività per ogni area di lavoro. La necessità aguzza l’ingegno.

    Uno dei motivi del successo di iPhone è la sua assenza di modalità nella singola app, imho. Il nostro cervello non è multitasking, checchè se ne dica.

    Riguardo a quello che gnome ha copiato da Mac, mi permetto il beneficio di una serie di dubbi riguardo al paradosso dell’uovo e della gallina.
    Certamente ci sono state contaminazioni (soprattutto in Ubuntu, che ha preso una strada molto applish alla self-promotion), ma in linea di principio credo proprio siano state largamente bidirezionali e che comunque ci sia ancora parecchia differenza e volutamente mantenuta. D’altrone la taskbar di gnome è quasi identica a quella di Windows… copia? :)

  • http://www.heterogenius.it StickGrinder

    PS: e comunque sei un piratone! :D

  • GinLemon

    Si sono d’accordo, sarebbe giusto concentrarsi su un’attività alla volta, ma non è detto che ad ogni programma corrisponda ad un’attività.
    Ad esempio mi capita spesso di usare gruppi di programmi come text-editor+terminale quando programmo o Audacity+Hydrogen+alsamixer quando registro e in questi casi lavorare a tutto schermo è veramente scomodo.

    Riguardo al dubbio dell’uovo…sinceramente non mi vengono in mente molte innovazioni portate da gnome (che delusione è stata vedere che qualcosa di simile a notify-osd esisteva già da molto tempo su mac :( http://adium.im/screenshots/images/growl.jpg )

    P.S: lo so ma è per il bene della (mia) conoscenza! :P