Archive for April, 2010

GinLemon vs Google

29 April 2010, in Web

Qualche giorno fa mi è arrivata questa mail da parte di Google:

Ti scriviamo da Google per portare alla tua attenzione questa pagina:

http://www.ginlemonblog.com/come-farsi-fregare-su-ebay/

Una ricerca whois ha indicato che tu sei l’host per questa pagina.

Un utente ci ha contattati per comunicarci che il suo numero di carta di
credito è pubblicato su questa pagina. Speriamo che tu possa andare
incontro a questa persona restringendo l’accesso o rimuovendo questa
informazione dalla pagina in questione. Se decidi di rimuovere
completamente la pagina così da restituire un errore 404 tramite gli
header http, ti preghiamo di comunicarcelo così da permetterci di
rimuovere la pagina anche dall’indice di Google.

Appreziamo la tua collaborazione. Se avessi qualsiasi domanda non esitare
a contattarci.

Ovviamente il segnalatore è il nostro caro proprietario di carte di credito rubate Chiaruzzo Silvestro.
Ho prontamente risposto alla mail:
Salve
Sono il gestore della pagina
http://www.ginlemonblog.com/come-farsi-fregare-su-ebay/.
Il numero di carta di credito mi è stato segnalato da diverse persone
truffate, il proprietario vorrebbe che lo togliessi per continuare con
le sue truffe, perché molte persone proprio cercando il numero di
carta di credito arrivano al mio sito e scoprono la fregatura.
Mi sembra che il codice di carta di credito non faccia parte dei dati
sensibili, quindi non credo di star facendo nulla scorretto. Se non ci
sono complicazioni di cui altrimenti vi prego di mettermi al
corrente, vorrei mantenere questo numero in modo da permettere ad
altre persone di non cadere in queste truffe.Grazie

Non ho ricevuto nessuna risposta e oggi scopro che la pagina è stata rimossa dai risultati di ricerca di Google solo perché è Chiaruzzo stesso che mi contatta con fare da vero hacker vantandosi della sua strepitosa impresa!

[15:36:07] ops ma come mai il tuo blog non compare + sui risultati della ricerca di google?? ma ke peccato!!!! ed ora come fai a giocare al giustiziere telematico??
[15:37:46] si è già visto ki è il più forte
[15:37:57] alias io
[15:39:11] ricorda
[15:39:19] nn sei l’unico bravo a smanettare cn i pc

Adesso uno che dia in giro la sua carta d’identità e si nasconde dietro denuncia posteriore di 10 giorni dalla data della sua prima truffa abbia certi sfoghi non è una cosa strana e imprevista, che Google esamini la richiesta è una cosa giusta. Ma che si permettano di CENSURARMI senza nemmeno AVVISARMI prima NO!

La mia risposta è stata del tutto ignorata, ho provato ad inviare una mail all’assistenza e mi è stato recapitato un messaggio automatico che mi invitava ad usare l’apposito modulo.http://www.google.it/support/

Ma sorpresa, dall’apposito modulo inviare domande che non siano schedabili nelle 3 sole categorie disponibili, sono costretto ad usare il forum d’assistenza rinunciando ad ogni forma di chiarimento privato. Allora cara Google a che cazzo scrivi a fare “Se avessi qualsiasi domanda non esitare a contattarci.” ?

Questo è il problema di ogni forma di monopolio. Quello che è scomodo a Google viene nascosto al mondo intero senza nemmeno la possibilità di controbattere.

Non ho intenzione di cambiare alcuna pagina di questo sito per sottostare al volere di enti esterni anche se dovessi rimanere isolato dal mondo. Vi invito a diffondere tutto quello che riguardi questo truffatore nei vostri blog, siti e forum.
Il web siamo noi, Google non può oscurarci tutti.

Google VERGOGNA.

P.S. Caro Silvio adesso sei di nuovo raggiungibile.

AGGIORNAMENTO

Finalmente l’assistenza si è degnata di rispondermi. La riporto solo per dover di cronaca perché almeno a me, non dice niente di sensato.

Ti ringraziamo per la risposta. Come saprai Google aggrega i contenuti
presenti sul web, e anche se aggreghiamo questi contenuti, non
controlliamo ciò che viene pubblicato. Al tempo stesso però siamo
consapevoli dell’importanza di restringere l’accesso alle informazioni
private e dati sensibili come numeri di carta di credito, perciò
rimuoveremo la pagina segnalataci dall’indice di Google.

A cui ho risposto

Dietro il mio sito c’è il mio nome e cognome, la responsabilità di ciò che scrivo è MIA. Spero solo che vi rendiate conto di aver aiutato un malfattore.

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Voglio brevettare i tortellini!

29 April 2010, in Android, Web

Avrete già letto in giro la notizia che HTC pagherà Microsoft per evitare che questa le faccia causa per la presunta violazione di alcuni brevetti in Android. Forse non tutti sanno cosa sono di preciso i brevetti, allora riporto un articolo di qualche anno fa di Renzo Davoli, docente presso la facoltà di informatica di bologna. E’ abbastanza lungo ma molto interessante, vi consiglio la lettura.

Da ogni buon bolognese amo i tortellini che fanno parte della nostra tradizione. Sono convinto che mia moglie riminese ami altrettanto la piadina. L’idea di tortellino e di piadina e’ nota e ogni “zdora” di certo non si mette il problema di chi possieda i diritti sull’idea del tortellino o della piadina quando prende mattarello e tagliere e si mette all’opera.

Ora desidero spiegare perche’ un professore di informatica si mette a parlare di tortellini. Se una ditta X fosse andata all’ufficio brevetti a depositare: “pasta ripiegata a forma di ombelico di Venere con un ripieno di carne” e l’ufficio avesse concesso il brevetto (i miei colleghi legali mi dicono che non si puo’) tutte le signore dovrebbero stare attente perche’ la ditta proprietaria del brevetto potrebbe intentare causa se continuano a fare i tortellini per la domenica. Probabilmente c’e’ poco interesse a perseguire la singola signora ma se un salumiere del centro producesse una prelibatezza probabilmente la nostra ditta che ha ottenuto il brevetto scatenerebbe il proprio ufficio legale. Il salumiere a questo punto ha tre opzioni: (1) smettere di produrre tortellini, (2) difendersi in giudizio vendendo tutte le proprieta’ per pagare la costosissima causa e sperando di vincere nonostante la controparte abbia un servizio legale molto agguerrito perche’ molto ben pagato, (3) pur di sopravvivere accettare l’accordo extraprocessuale che gli viene chiesto dalla ditta: poter usare la ricetta del salumiere e potersi fregiare del nome della prelibatezza; in cambio la ditta ritirera’ l’azione legale. Nel caso (1) la ditta chiude, nel caso (2) probabilmente fallisce, nel caso (3) l’agonia e’ piu’ lenta ma non potendo competere coi mezzi produttivi dell’industria la ditta vede sfumare il proprio primato, quindi chiude.

Cosi’ e’ il software, forse peggio. Se ci saranno i brevetti sul software le ditte brevetteranno di tutto come per esempio il brevetto EP 0394160: “Dynamic progress marking icon” gia’ rilasciato dallo European Patent Office (ma non valido perche’ contrario alla legge, per ora), che protegge ogni icona che marca dinamicamente il progresso di una attivita’ (in Inglese, copia e incolla dal testo del brevetto: “this invention is an icon which dynamically marks the progress of a monitored computer task”). Questo brevetto protegge le barre di avanzamento, quelle barre che si colorano a man mano che una operazione viene svolta, per esempio quelle che vedete durante l’installazione di un programma. Ne esistono gia’ almeno 20000 (ventimila) di simili brevetti. E’ come il mio tortellino! Con la legge dei brevetti chi vuole inserire in un proprio programma legalmente una barra di avanzamento deve mettersi d’accordo con la ditta IBM (si’ quella che “ama” il software libero e installa GNU-linux sui suoi server) oppure deve aspettare il 2010 perche’ termini il ventennio di monopolio. Se io studioso e ricercatore scrivo un programma con una barra di avanzamento probabilmente la IBM non mi sguinzagliera’ avvocati alle calcagna ma se al contrario una ditta medio piccola produce un software molto interessante per la IBM, la barra di avanzamento (o altri dettagli) saranno il rampino d’arrembaggio per consentire a IBM di citarla in giudizio. Io sono come la “zdora” coi tortellini e la ditta medio piccola come il salumiere. C’e’ anche un’aggravante in questo caso: un software non e’ come un tortellino cotto e mangiato e’ un bene duraturo: quale pubblica amministrazione, societa’ o ente commissionerebbe un programma alla nostra azienda medio piccola se viene diffusa la voce che e’ nel mirino degli avvocati della multinazionale? Conoscendo che la nostra ditta ha le stesse opzioni (1), (2) o (3) del salumiere nessuno investira’ in contratti per paura di non avere supporto sul prodotto, e la ditta vedra’ cosi’ accelerata la propria agonia. Si viene cosi’ a creare una strana equivalenza fra avvocato di multinazionale e giustiziere per piccole e medie aziende.

Pare che la Microsoft abbia brevettato anche i tasti PageUp e PageDown come "metodo per scorrere all'interno di un documento di un incremento esatto"

Pero’ anche io studioso e ricercatore potrei finire nel mirino delle multinazionali. Se per uno strano incidente avessi trovato una tecnologia superiore a quella coperta da brevetto troveranno nel mio lavoro una barra di avanzamento per appropriarsene per poi magari nasconderlo al fine di sfruttare commercialmente piu’ a lungo possibile il loro prodotto. Il brevetto non aiuta la ricerca, al contrario la limita. Il brevetto genera un monopolio temporaneo e nessun monopolista vuole innovazione: non ne ha necessita’ perche’ non puo’ avere concorrenza e al contrario obbliga a costi di aggiornamento dei prodotti. Il monopolista ha interesse solo a introdurre nuove versioni con minimali variazioni ma con incompatibilita’ verso il passato cosi’ da obbligare tutti ad acquistare costosi aggiornamenti. Le rivoluzioni culturali o tecnologiche non gli interessano. Forse e’ questo il vero problema: la ricerca in realta’ produce vere novita’ e questo danneggia i monopolisti. Con i brevetti occorrera’ aspettare venti anni per ogni minimo avanzamento, a patto che la ricerca sopravviva con le ali tarpate per venti lunghissimi anni.

Il software e’ una arte espressiva, e’ una espressione del pensiero umano. Il programmatore pensa a un metodo risolutivo e lo traduce in un linguaggio. Il software e’ come un romanzo, un brano di musica e’ molto differente invece da una lavatrice o da un televisore. Per produrre un programma, cosi’ come un romanzo o un brano musicale occorre solo la propria conoscenza, l’estro, la genialita’ e la padronanza di un linguaggio. Per produrre una lavatrice occorrono materie prime, tubi, bulloni, oggetti fisici. Un programma e’ un testo di per se’ non brevettabile ma se l’autore lo richiede e’ tutelato dal diritto d’autore come i romanzi o i brani musicali. Brevettare il software e’ gravissimo perche’ il brevetto non puo’ che coprire le idee alla base dei programmi cioe’ gli algoritmi, i metodi (pensate alla barra di avanzamento per esempio). Se si apre la strada alla brevettazione delle idee la deriva puo’ arrivare alla brevettazione di tutti gli elementi formativi delle idee di altri settori: gli accordi e i giri armonici della musica o gli stili letterari per esempio. Perche’ non brevettare poi i numeri o gli alfabeti? In informatica teorica si studia che ogni programma e’ rappresentabile con un numero. Se brevettassi il pigreco invece che il tortellino potrei ottenere royalty da chiunque voglia pensare o produrre oggetti circolari.

Abbiamo una grande ricchezza in Europa, siamo ai primi posti per cultura informatica. Un recente studio della Universita’ di Maastricht ha mostrato che in Europa lavorano il 71% degli sviluppatori di software libero mentre solo il 13% sono nordamericani. Questi sono veri innovatori, persone capaci di creare software. La discussione in atto ha forse radici piu’ profonde. Pone sul piatto della bilancia due diverse visioni filosofiche del software: quella piu’ propriamente europea che vede il software come cultura e quella piu’ americana di software come prodotto. Anche in europa si sta tentando di convincere l’opinione pubblica che il software sia un prodotto. Pensate alla patente europea che vede nelle abilita’ informatiche la capacita’ di essere ammaestrati ad usare quattro programmi. Sarebbe come pretendere che l’insegnamento delle abilita’ matematiche fosse relegato al corretto uso della tastiera di una calcolatrice. Questa ricchezza di persone che conoscono veramente il linguaggio dell’informatica corre il rischio di essere perduta per questo cambiamento culturale che porta sia a dissennate politiche scolastiche ma anche e soprattutto all’introduzione di monopoli basati sui brevetti.

Occorre difendere il libero pensiero algoritmico: la liberta’ di poter trasformare le proprie idee in programmi. Un programma scritto a partire da uno schermo nero deve essere di proprieta’ dell’autore, come un romanzo o un brano musicale. E’ il pensiero la nuova frontiera. Se si brevetta il software, domani si passera’ a brevettare le sequenze di DNA, ci hanno gia’ provato. Dovremo consumare silenziosi perche’ ogni espressione verbale, musicale, scritta, matematica o algoritmica che sia sara’ clandestina: qualcuno potra’ rivendicarne il brevetto.

Altro che i tortellini.

Renzo Davoli

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Global menubar. Ah, ecco.

28 April 2010, in Linux

Dobbiamo essere onesti, il mondo Mac è sempre stato portatore di grandi innovazioni, la stessa interfaccia grafica, il mouse, la tipizzazione dei file, la dockbar di cui nella sua ultima incarnazione si è fornito anche Windows, gesti del touchpad e via dicendo;
Vedo facendo un rapido sulla rete che è diventata molto popolare nelle ultime ore la Global Menubar, un clone della Mac-Bar o come stratocaster si chiama. Parliamone….

Il funzionamento è semplice e ha un suo motivo di esistere. Togliamo tutte le barre “File/Modifica/Strumenti” dalle applicazioni e mettiamole in alto nella barra di sistema, ottimo modo per fare la liposuzione alle finestre e sfruttare lo spazio bianco in cima allo schermo.

Mac Menù? no, grazie.

Il punto è, per che minchia devo arrivare in alto a sinistra dello schermo ogni volta? Magari la mia applicazioncina è li piccola piccola nell’angolo opposto…è quanto meno poco logico. E poi se io volessi agire direttamente sulla menubar di un’applicazione che non è in primo piano, dovrei prima passare a questa e poi risalire in alto. D’altra parte è anche vero che la menubar non viene utilizzata poi cosi spesso e ci sono sempre le scorciatoie da tastiera per gli amanti della velocità.

Ok mi avete scoperto, non l’ho nemmeno provata e non credo che lo farò, ho già un pannello sul mio desktop che è completamente occupato (che tra l’altro è posizionato in verticale ) e non ci tengo a mettermene un altro…ma chissà, dopotutto dicevo lo stesso della dockbar… (continua a leggere…)

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Metodo geniale per avvolgere le cuffie

26 April 2010, in Musica, Vita

Questo video mi ha cambiato la vita, un metodo semplice e geniale per tenere sempre le cuffie in ordine :)

(continua a leggere…)

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Due sfondi alternativi per Ubuntu Lucid Lynx

26 April 2010, in Linux

Ubuntu 10.04 wallpaper pack

Purple sensation

Mancano solo 3 giorni al rilascio della 10.4. Nell’attesa eccovi qualche sfondo che
ho trovato in uno dei miei vagabondaggi nella rete. Non sono wallpaper rilasciati dalla comunità ufficiale, ma lavori pubblicati su DevianArt (questo spiega la qualità superiore)

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Come Quando Fuori Piove

25 April 2010, in Linux, Windows

Il titolo non vi dice niente? È una frase che si sente a volte ai tavoli da poker usata per memorizzare le precedenze nelle carte francesi, infatti a parità di punteggio alcuni semi valgono di più, nell’ordine: Cuori Quadri Fiori Picche.

PokerTH è un gioco di poker open source disponibile per Windows, Linux e Mac Os. L’unica modalità prevista è il Texas Hold’em, la specialità più conosciuta e giocata ((per i novelli stiamo parlando del poker dove ci sono 2 carte per giocatore e 5 sul tavolo)). Ci sono diverse possibilità di gioco, si possono infatti sfidare da due a dieci giocatori controllati dal computer, creare una partita in locale per sfidare amici sulla stessa rete oppure si può creare una partita online (o partecipare a una partita creata da altri utenti). (continua a leggere…)

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Microsoftizzare emesene

24 April 2010, in Linux

A mio avviso, Emesene è decisamente il miglior client MSN per ubuntu, peccato per le icone e gli smiles così gnommosi.. Fin dalla prima installazione ho provveduto a sostituire subito con quelle di Windows Live Messenger. Ecco come appare adesso!

Non venitemi a raccontare che è anti-etico, se dobbiamo copiare facciamolo bene. Il fatto è avere l’icona che conosciamo dove ci aspettiamo di trovarla serve a trovarci più ad agio. E poi ripeto sono comunque meglio di quelle di default.

Qui trovate un archivio contenente il set di smilies e icone originali, sono le stesse che vedete in queste immagini. Il mio consiglio è di sovrascrivere la cartella /usr/share/emesene con quella all’interno dell’archivio (ovviamente per farlo dovrete avere i permessi root).

Apro una piccola parentesi per i nuovi arrivati nel mondo Linux, che probabilmente non sapranno come svolgere operazioni sul file system con i permessi di root.

Ci sono due metodi, uno grafico e potenzialmente distruttivo e uno testuale e distruttivo allo stesso modo. Quindi tanto vale spiegarvi il metodo grafico, basta dare da terminale:

sudo nautilus

Adesso siete liberi di scorrazzare per l’intero file system con la facoltà di spostare e distruggere qualsiasi cosa troviate davanti al vostro cammino. Se invece volete comunque usare il metodo testuale allora date:

sudo cp -r “/cartella/che/volete/copiare” “/percorso/di/destinazione”

Vi lascio con una chicca che ho trovato su Yahoo Answers.

Domanda:
Dove posso trovare emesene in italiano?? grazie!

Risposta:
EMESENE proprio mi mancava… chiamasi “MSN”….
che razza di ignoranti….

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Un buon informatico non butta via mai niente

24 April 2010, in Vita

Lo vidi tra gli altri, in un negozio che non ricordo, e subito me ne innamorai. Quello sarebbe stato il mio zaino, ne ero sicurissimo…sembrava un modello diverso dagli altri…innanzittutto nn era di stoffa ma di lucente pelle nera e poi non ne avevo mai visto un uguale prima, lo presi anche se mancavano i pezzi coprietichetta sulle chiusure. Sono passati ben 9 anni, secondo mia madre era il momento di buttarlo…in effetti era un pò rovinato:

  • cerniera superiore completamente distaccata
  • cerniera inferiore parzialmente staccata
  • divisore in tela strappato (avevo dovuto tagliarlo completamente l’anno scorso perchè era diventato fastidioso)
  • pelle ormai vecchia e in qualche punto bucata
  • spugna dello schienale strappata
  • un’intero spallaccio mancante (avevo modificato lo zaino in un monospalla alla fine dell’anno per poterlo usare)

ma sopprattutto presentava un grande buco sul fondo, grande quanto il diammetro di una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo, chissà quante cose avrò perso per questo motivo…

La resurrezione

Io ovviamente non ci stavo minimamente all’idea di buttare il mio fedele zaino e mi ero ripromesso di farlo aggiustare in qualche modo. E’ che sono convinto che ogni cosa non abbia solo un valore economico, come siamo abituati a pensare…ma alcune cose hanno un valore di un’altro tipo…valgono perchè sono particolari, perchè ci ricordano qualcosa o valgono semplicemente perchè le sentiamo nostre.

Quindi ho preso la valigetta degli utensili da cucito di mia madre, e mi sono messo all’opera…

Cucitura sul buco Il primo passo è stato quello di ricucire saldamente insieme lo strappo che si era prodotto nella spugna dello schienale…una volta fatto ciò il problema principale, chiudere l’enorme buco…nn sapevo come fare perchè mancavano completamente punti su cui cucire, quindi ho pensato di fare una toppa con un pezzo di jeans trovato nella valigetta magica di mia madre…

Per tenerlo fermo durante la cucitura ho usato un pò di vinavil per la parte in cuoio, mentre per la parte in spugna ho inserito due gangi a vite…ed ecco il risultato finale…i gangi non li ho più tolti, potrebbero sempre servire per qualche funzione (che per il momento però nn ho ancora ben definito).

01092008(005) Ora che il buco era riparato c’era un’altro problema…nn potevo continuare ad usarlo a mò di monospalla, perchè cosi avrei sicuramente rotto prima o poi anche l’altro spallaccio, tuttavia non potevo neanche ricucirlo al suo posto perchè adesso c’era la toppa di jeans, quindi ho fatto dei buchi sulla parte inferiore e con un laccio per scarpe credo di averlo sistemato per un pò.

Certo ci sono ancora altri piccoli dettagli da sistemare, come le cerniere che non ho la più minima idea di come aggiustare, ma il grande è fatto…adesso posso riutilizzare il mio bel zaino stile vintagè :-) adesso devo solo trovare il coraggio di andarci girando..

E’ tutto! vi terrò aggiornati sulle condizioni del mio zaino che sicuramente interessano a tutti. Al prossimo art attack….

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Pronti? Tutti in galera!

23 April 2010, in Vita, Web

Non so se avete notato la alquanto disomogenea distribuzione di commenti tra i post di questo piccolo Blog. Nessun post supera i 5 commenti. C’è n’è uno che è arrivato a 80. E’ l’articolo che ho scritto quando mi sono preso quella dannata fregatura sulla PS3. Cosa è successo:

Molte persone mi hanno segnalato nomi e carte di credito di altri truffatore. Tra tutti uno in particolare ha centrato l’attenzione su di se, un truffatore strano, che manda la sua carta d’identità senza troppi problemi, usa una carta di credito che è stata bloccata e adesso ne usa un’altra sempre intestata a se.

Ma poi un certo Silvio commenta reclamando di essere il vero proprietario della carta d’identità che aveva smarrito, ovviamente corredando il tutto di minacce di denuncia e querela.

– “Forse ho commesso uno sbaglio”. E’ stata la prima cosa che ho pensato, allora l’ho invitato a parlare personalmente via msn, si è dimostrato disponibile e aperto al dialogo, ma alcune cose mi hanno fatto crescere il sospetto di parlare con il vero…truffatore.

Beh in effetti credere che uno abbia perso il portafoglio con tanto di codice IBAN e codici d’accesso alle carte di credito e a dir poco…surreale. Credere che il portafoglio sia stato ritrovato da uno con tutte le cattive intenzioni del mondo e che usa lo stesso mezzo di vendita dell”originale” lo è ancora di più.

Il punto è, chi me lo fa fare di prendermi tutto sto stress? Beh, forse il fatto di sapere che sto facendo la cosa giusta e che grazie a me altre persone potranno evitare queste truffe o forse il fatto di non poter sopportare che questo continui a truffare in giro…

Lui la chiama diffamazione. Io la chiamo DIRITTO di pensiero e parola e soprattutto DOVERE di cronaca.

Un ringraziamento a tutte le persone che mi stanno aiutando in questa piccola battaglia.

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Hydrogen, una drum-machine per Linux

22 April 2010, in Linux, Musica

Tu-pa-tutu-pa-tu-tu-pa…mai provato a comporre una traccia di batteria su tuxGuitar? Già, c’è di meglio e si chiama hydrogen, si definisce un’advanced drum machines e ciliegina sulla torta è sviluppato da un italiano, Alessandro Cominu! (continua a leggere…)

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